Articolo di Marco Gasparini (pubblicato nel sito www.riservisti.it nel 2009).

Sono sempre stato attratto dalle munizioni per armi leggere.

Per questo motivo, la notizia dell’ingresso sul mercato delle armi di una nuova cartuccia è sempre per me uno stimolo ad ottenere più informazioni possibili e, possibilmente, a cercare di capire le motivazioni che abbiano spinto una ditta ad intraprendere la progettazione e realizzazione di una nuova munizione.
Qualche anno fa, all’EXA, in uno stand che a molti poteva passare inosservato, ho notato dei curiosi “affarini” color ottone messi vicino a quello che sembrava uno dei tanti cloni della 1911.
Ebbi così modo di conoscere Leonardo Penna, titolare della Progetto Meccanica QS di Lecco (evidentemente zona favorevole allo sviluppo di munizioni!) che presentava in quella occasione la sua creatura, la Semiautomatica P7000 in calibro 7×23 Penna.

L’arma è concettualmente innovativa dal punto di vista balistico, anche se dal punto di vista meccanico comporta una notevole semplificazione passando dal sistema di ritardo di apertura a corto rinculo ad una chiusura a massa.

Parlare con Leonardo Penna è sempre molto gradevole perché, oltre ad essere un tecnico molto preparato, è anche una persona molto garbata e simpatica, che non ha mai perso occasione di invitarmi a Lecco, presso la sua sede, per provare l’arma e le relative munizioni.
Tra il dire e il fare, c’è di mezzo il mare!
Lecco non è, per me, proprio dietro l’angolo e quindi non ho mai avuto occasione per onorare il gentile invito.

Qualche giorno fa, poi, mi arrivò l’invito a partecipare ad una gara di tiro operativo organizzata dalla Federazione Nazionale Riservisti, per la quale si sarebbe impiegata, appunto, la P7000.
L’occasione era troppo ghiotta per farsela sfuggire, così mi incamminai per Belluno, sede della manifestazione.
Arrivato al poligono, fui subito intercettato da Leonardo che, mattiniero, era arrivato con due P7000 e una cassa di munizioni.
La gara era molto tecnica, in quanto prevedeva il tiro dalla posizione in piedi, in ginocchio e a terra, sempre a 25 metri su bersaglio IPSC.

Qui le due pistole hanno potuto dimostrare tutte le loro potenzialità e, soprattutto, dimostrare che la scelta di Penna di realizzare una nuova cartuccia era perfettamente azzeccata; i primi due classificati, al loro primo approccio con la P7000, sono riusciti entrambi ad infilare 19 Alpha e 1 Charlie sui 20 colpi di gara!

Ma scendiamo un po’ più nei dettagli.

Come già detto, l’arma assomiglia esteticamente ad una Colt 1911 ed il fusto, ad un esame superficiale, potrebbe essere facilmente scambiato per quello progettato da Browning quasi un secolo fa: sicura dorsale, sicura laterale, grilletto a cursore e disconnettore centrale potrebbero ingannare il neofita.
In realtà la sostanziale differenza si trova nell’alloggiamento dello zoccolo della canna in quanto lo spacco dove questo si alloggia è notevolmente più stretto non essendo presente il movimento relativo tra canna e fusto.
La canna, poi, presenta un vistoso recesso in volata studiato “ad hoc” per convogliare l’onda d’urto dello sparo, i gas incandescenti ed i fumi verso l’avanti, evitando fiammate e riducendo l’impatto dello sparo sul tiratore.

Disassemblare l’arma è alquanto semplice: tolto il caricatore (e verificato che l’arma sia scarica!) si svita e sfila l’asta guidamolla; è quindi possibile premere all’indietro il tappo anteriore della molla e rimuovere lo zoccolo di blocco inserito nel carrello.
Ora è possibile sfilare il tappo e la molla ed il carrello può essere arretrato completamente e sfilato da dietro.
Togliendo la leva dell’hold open la canna può essere rimossa.

Il caricatore, della capacità di 13 colpi, è esteticamente simile a quello della 1911; ovviamente le labbra sono più strette per trattenere le “magre” cartucce del 7×23.

Ma perché un calibro 7 in un mondo dominato da 9 e 45?

La risposta è tutta nella balistica della munizione: il piccolo proiettile del 7 Penna lascia la volata dell’arma ad una velocità di circa 500 m/s, questo sostanzialmente per le elevate pressioni di esercizio e per il ridotto peso della palla che si aggira attorno ai 70 grani.
L’energia del proiettile è pertanto molto elevata per un piccolo calibro, attorno ai 60 kgm, ed inoltre risulta concentrata su un’area molto ridotta con conseguente elevatissima capacità di penetrazione.
Il fatto che la palla sia iperveloce comporta anche importanti fenomeni di cavitazione nell’attraversamento dei tessuti molli con relativo potere invalidante della munizione.

Di contro il fattore di potenza è molto basso, appena 110, il che rende mo

lto controllabile l’arma dando una sensazione di rinculo di una 22 ad alta potenza.
Il piccolo calibro fa sì che per ottenere le prestazioni indicate sia necessaria una carica inferiore di polvere, provocando quindi lo sviluppo di una quantità di gas (e fumi) inferiore a quella di munizioni più “comuni” quali il 9×21, il 40 SW o il 38 Special.
Il fatto che la cartuccia non sia di larga diffusione, a differenza di quanto è accaduto per il 9 FAR, ha obbligato la Progetto QS a realizzare bossoli in ottone tornito.
Le palle ramate, invece, sono prodotte dalla Target Bullets di Rho (MI), una tra le ditte più importanti in Italia nel settore della ricarica.
La munizione, ideata inizialmente per impiego militare, se dotata della palla appuntita in ottone monolitico e con base cava, è in grado di trapassare agevolmente un giubbotto antiproiettile di classe 3.

Alla prova dei fatti, quindi, l’arma accoppiata alla cartuccia 7×23 si rivela un gioiello con spiccata predisposizione all’uso per difesa personale: impugnando la P7000 si hanno a disposizione 13 colpi contenuti in un’impugnatura monofilare, adatta anche alle mani piccole e la doppiatura del colpo è resa molto semplice dal quasi assente rilevamento della volata.

Tutto ciò, unito agli effetti terminali del proiettile, fanno assomigliare l’arma più ad un mini-rifle che ad una pistola.

Le classifiche.

Classifica Generale:

1° Mario Pelliconi        19A    1C        198 punti
2° Mauro Bortot          19A    1C        198 punti
3° Marco Gasparini      17A    3C        194 punti

Classifica FNR:

1° Denis Canal                     10A    7C          168 punti
2° Federico Marchiorello      10A    6C    3D 156 punti
3° Alessandro Furlan            10A    5C    2D 148 punti