Facciamo il punto:

– la Federazione Nazionale Riservisti esiste per lo Stato (atto pubblico di fondazione e codice fiscale),
– il DPR 361 dell’anno 2000 ha abolito l’istituto del riconoscimento ufficiale (eliminando anche ogni effetto presente e futuro dei riconoscimenti concessi in passato)
– l’art. 97 della Costituzione e l’art. 2 della Legge n. 241 dell’anno 1990 prevedono l’obbligo della Pubblica Amministrazione di concludere il procedimento mediante l’adozione di un provvedimento espresso, con la conseguente illegittimità dell’inerzia della Pubblica Amministrazione e/o dei suoi comportamenti omissivi.

La cronaca…

Immediatamente dopo la sua fondazione, la Federazione Nazionale Riservisti ha presentato istanza di riconoscimento ufficiale al Ministero della Difesa – Gabinetto del Ministro, seguendo le istruzioni fornite telefonicamente da personale dell’Ufficio Affari Generali dello Stato Maggiore della Difesa.

L’istanza, accompagnata da Atto di Fondazione, Statuto e Regolamenti, non ha avuto esito per un certo periodo di tempo.
Ad un certo punto, l’Ufficio Generale Affari Giuridici dello Stato Maggiore della Difesa ha chiesto alla Federazione se all’atto della fondazione vi fosse personale militare in servizio fra i Soci Fondatori.

Tale fattispecie avrebbe fatto ricadere gli interessati nelle more dell’art. 8 del Regolamento di Disciplina Militare, che prevede che i militari in servizio chiedano di essere autorizzati prima di poter fondare associazioni.

Tale richiesta dimostra che presso l’Ufficio Generale Affari Giuridici dello Stato Maggiore della Difesa la documentazione fornita a corredo della istanza non è stata nemmeno consultata.
Infatti, è parte integrante dell’atto di fondazione della Federazione l’elenco dei soci fondatori, di cui è indicata la residenza e la data di nascita.
Pertanto, quello Ufficio aveva ogni opportunità di verificare in autonomia l’identità dei soci fondatori e il loro status rispetto alla condizione di militare in servizio.
Francamente, ci è parso del tutto pleonastico suggerire che una Associazione denominata Federazione Nazionale Riservisti non fosse stata fondata solo da persone che non sono militari in servizio.

Equivoco dopo equivoco, il Ufficio Generale Affari Giuridici dello Stato Maggiore della Difesa ha comunicato che, non essendovi militari in servizio fra i soci fondatori della Federazione, questa non sarebbe di interesse per il Ministero della Difesa e che, inoltre, non era necessario chiedere la preventiva autorizzazione per poter provvedere alla fondazione del sodalizio.

Il contorsionismo giuridico, nel quale non vi è chi non veda dabbenaggine, se non mala fede, fa sì che la Federazione Nazionale Riservisti, non ottenendo risposta congrua alla istanza presentata, è rimasta in uno status indefinito che le impedisce di compiere passi fondamentali per la sua crescita e il suo consolidamento.

Come cittadini siamo ormai e purtroppo abituati alle peggiori nefandezze svolte dalla “casta” di turno.
Così, mentre non ci sorprende tale incomprensibile pronunciamento, siamo anche consapevoli di dovere rispondere solo alla Costituzione e alle leggi e ai Regolamenti.
Certamente non ci importa molto delle soggettive interpretazioni di qualche funzionario ministeriale frustrato e annoiato, probabilmente preoccupato di evitare il trasferimento a una sede operativa, di potere avere una favorevole sistemazione in occasione delle “cure balneo-termali” e la conferma di sdraio e ombrellone alla spiaggia del Ministero Difesa durante le vacanze estive.

Lo scorso 11 febbraio 2011 il Ministero della Difesa – Gabinetto del Ministro, ha ricevuto istanza della Federazione Nazionale Riservisti per il suo inserimento nell’albo delle associazioni presso lo stesso Ministero.
E’ facoltà delle associazioni chiedere o non chiedere tale inserimento e nella relativa norma NON esiste alcuna discrezionalità per il Ministero.
L’inserimento della Federazione Nazionale Riservisti nell’albo delle associazioni era allora un atto dovuto, mentre l’assenza di risposta di alcun tipo attiva il meccanismo del “silenzio assenso della Pubblica Amministrazione”.

In conclusione, per quanto a qualcuno possa dare fastidio, la Federazione Nazionale Riservisti esiste per lo Stato in modo legittimo, non necessitava di approvazione ministeriale all’atto della fondazione, non può essere riconosciuta (perché il riconoscimento non esiste più) e DEVE essere considerata iscritta nell’albo delle associazioni presso il Ministero della Difesa.

Tale elenco ancora non la comprende?

Una altra mancanza da parte del Ministero della Difesa (che ci dobbiamo fare?)…